Roseto Comunità Energetica

Una comunità energeticamente autosufficiente.

 

 

I cittadini di una piccola comunità rurale, come Roseto Valfortore, grazie alle risorse naturali del territorio, possono trasformarsi da comparse ad attori della produzione di energia. L’idea di fondo su cui si basa la volontà di realizzare una comunità energetica nel comune di Roseto Valfortore è quella di promuovere lo sviluppo economico avviando processi di valorizzazione di tutte le risorse presenti sul territorio. Questi processi di valorizzazione abbracciano insieme l’economia, il territorio, l’ambiente, le istituzioni, la cultura, le persone. Gli aspetti appena elencati vanno considerati come i pezzi di un piano di sviluppo territoriale integrato, che si sostanzia nel raggiungimento dell’obiettivo di “sviluppo locale auto-sostenibile”. Cittadini, imprese ed autorità locali formando una comunità energetica avranno come obiettivo principale quello di fornire benefici ambientali, economici e sociali piuttosto che profitti finanziari all’area di Roseto Valfortore.
In questo contesto imprenditoriale innovativo i progetti che saranno realizzati nella comunità energetica dovranno essere auto consistenti, ovvero capaci di avere validità economica e finanziaria ciascuno per proprio conto. Progetti d’investimento del genere, visti in ottica sistemica, diventano come mattoncini “autonomi” di uno stesso puzzle. Essi, da soli, sono in grado di creare sviluppo economico e sociale, ma acquisiscono ancora più forza nel momento in cui vengono inseriti all’interno di una azione di sistema come è la comunità energetica.
Lo sviluppo locale promosso dalla nascita della comunità energetica è maggiore se la quantità di energia prodotta sul territorio è maggiore di quella necessaria a soddisfare i bisogni della comunità. In questo modo la comunità diventa anche esportatrice di energia e i ricavi derivanti dalla vendita dell’energia potranno essere destinati ai membri della comunità. Se poi, finanziariamente, gli investimenti per la realizzazione degli impianti di produzione e distribuzione dell’energia fossero fatti utilizzando capitali di rischio e di debito locale, la ricchezza creata sarebbe prodotta, distribuita e reinvestita sul territorio, ed andrà ad alimentare un sistema di sviluppo locale auto-sostenibile che man mano che si perfeziona necessiterà sempre meno di attingere risorse dall’esterno, in particolar modo quelle finanziarie.

   
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